#11 - KILLER INSTINCT: PROLOGO

by Pablo

 

Anticipato dal crepitio di diverse armi da fuoco, Frank Castle uscì fuori dal vicolo che stava percorrendo, sparando di tanto in tanto alla cieca verso le sue spalle e sentendosi sfiorare dai colpi sparati dai suoi inseguitori. Si arrampicò rapidamente su delle scale antincendio, seguito anche in questa mossa dai suoi avversari, e raggiunse il tetto. Si guardò attorno, prestando con l'orecchio attenzione al rumore dei passi sui gradini di metallo, poi senza indugiare si lanciò in direzione del palazzo accanto, alto qualche metro in meno di quello su cui si trovava, e fece un grosso balzo che gli permise di saltare il baratro che divideva le due strutture. Sentì dietro di se il fischiare dei colpi, mentre il pavimento man mano si avvicinava. Aveva fatto centinaia di salti simili, ma questo sarebbe stato diverso, perchè cadde male e un sonoro CRACK gli segnalò che la sua gamba si era spezzata. Urlò con tutto il fiato che aveva in gola, prima di accasciarsi a terra, perdendo la presa sulle sue armi. Sentì il ridere dei suoi avversari, si guardò attorno e vide che le pistole erano svanite. Imprecò sottovoce, prima di ritrovarsi circondato da una decina di uomini, tutti armati. Tutti loro sorrisero, poi simultaneamente premettero il grilletto.


Frank si risvegliò, madido di sudore, con un urlò soffocato in gola e gli occhi sgranati. L'incubo lo aveva colpito come decine di pallottole, sentiva in cuor suo che qualcosa stava cambiando, che lui non era quello di prima.
Lentamente si alzò a sedere sul letto, mentre la sua tachicardia scivolava nella normale aritmia cardiaca. Guardò la sedia messa in un angolo della stanza, dove era riposta la sua maglia, quella con il teschio bianco sopra. La fissò per qualche lungo minuto, chiedendosi se avesse ancora senso quel simbolo. Scosse il capo, poi la sua mano andò a tentoni sul letto, alla ricerca di un qualcosa, e lo trovò. Trovò il corpo di sua moglie, addormentata accanto a lui, e ricevette un'ulteriore conferma che non era stato un sogno, che come un moderno Orfeo era andato giù negli inferi ed era riuscito a riportare con sé la sua Euridice.
Si sentì bruciare il capo, sentiva che il segno che gli Angeli gli avevano lasciato quando l'avevano riportato in vita era riapparso, e stava reclamando la sua attenzione. Lo ignorò e si alzò, ma il dolore si fece persistente, costringendolo ad appoggiarsi alla parete.
“Non dimenticare il tuo obbligo nei nostri confronti!” fu il messaggio mentale che ricevette.
Non aveva dimenticato la sua promessa Frank Castle, ovvero di trovare e uccidere Kenny McRoland e recuperare ciò che era degli Angeli, qualunque cosa fosse. Sarebbe stato il suo ultimo compito, prima di tornare alla normalità, alla felicità a lungo negata. Lo avrebbe fatto, pensò, nel tentativo di fermare il dolore, e sarebbe stato felice di farlo.

New York, Cloisters, sede locale dell'organizzazione chiamata "Il Regno".
Padre Peter era infuriato: da qualche giorno, da quando la crisi chiamata dai media Inferno² era finita, Frank Castle era svanito nel nulla. Sentiva il peso della sconfitta calargli lentamente addosso; sentiva il suo posto diventare sempre più precario, sempre più nelle mani di altri membri dell' organizzazione, pronti a spodestarlo alla prima possibilità. Aveva perso la Sfera della Giustizia, la base era stata violata, e tuttavia era riuscito a mantenere il controllo della sede. Ora però aveva due urgenze da affrontare: la prima quella di trovare una nuova sede, visto che Kenny McRoland era ancora vivo e pronto a vendicarsi della loro reazione; la seconda era quella di ritrovare il Punitore, l'unica arma a sua disposizione contro il dilagare del male, e l'avrebbe ritrovato nello stesso modo in cui l'aveva trovato la prima volta.

Frank uscì dal centro commerciale con in braccio Mickey, mentre Donna rimaneva silenziosa a fianco della madre.
- E' stata una bella giornata, non è vero? - chiese alla moglie.
- Si, caro, - rispose lei raggiante.
Era tornata alla vita da nemmeno due giorni, e la sua voglia di ritornare in contatto con il mondo era elevatissima. Come una novella Rip Van Winkle, risvegliatasi sotto un melo, in un mondo totalmente diverso da quello in cui si era addormentata, era fortemente decisa a conoscere tutto quello che aveva perso. Macchine bellissime, enormi televisori dall'immagine perfetta, telefoni portatili: erano solo parte delle cose pratiche che aveva visto, e che l'avevano meravigliata. Altre cose, come la guerra, la distruzione delle Twin Towers, i diversi stravolgimenti che avevano colpito il mondo o i mutanti l'avevano turbata.
Ma la cosa che più l'aveva spaventata era suo marito, che si era trasformato in un crudele assassino di criminali per vendicare la loro "morte", che aveva indossato quell'orrenda maglia con il teschio sopra. La cosa la disgustava, però si rendeva anche conto che se lui non avesse intrapreso quella via di sangue e di morte, difficilmente lei e i suoi figli sarebbero stati liberi ora. Questa strana contraddizione tra i suoi principi e ciò che le aveva permesso di tornare in vita tormentava il suo animo più di quanto fosse disposta ad ammettere. Guardò il suo uomo e lo abbracciò, cercando in lui la sicurezza che a lei in quel momento mancava. Frank la guardò con uno sguardo luminoso, ricambiando l'abbraccio.
Sui tetti la familiare, per chi abita a New York, figura dell'Uomo Ragno osservava con crescente curiosità il quadretto famigliare.
- Sbaglio, o quello è il Punitore? - disse tra sé e sé -Cavoli, e quelli sembrano la moglie e i figli! Ricordo di averne visto una foto al Bugle! Ma non erano morti? Mmm... forse dovrei indagarci su!
Scosse il capo, poi lanciò una ragnatela sul palazzo di fronte e si allontanò penzolando.
Frank osservò la sua silhouette stagliarsi nel cielo, senza nessun pensiero particolare, poi diede un bacio sulla fronte della moglie e riprese a passeggiare.

Da qualche parte nel New Jersey.
Kenny McRoland afferrò la fialetta che aveva tra le mani, al cui interno vi era un liquido celestino semitrasparente. La fece roteare tra le dita, poi la alzò verso la luce, scuotendola leggermente e provocando degli ampi riflessi azzurrognoli.
- Ecco la Cherubio, la nuova droga che da oggi entrerà nel mercato di New York, per poi invadere gli Stati Uniti e infine tutto il mondo.
I finanziatori presenti nella sala applaudirono, mentre Kenny continuava.
- Cosa possiamo dire di interessante su questa droga? Beh, la cosa più importante è che produce una forte assuefazione anche con piccole dosi e non arreca danni significativi al tessuto cerebrale, e quindi non ha eccessive controindicazioni.
L'applauso proseguì.
- Tutto questo segnerà una svolta nel consumo delle droghe, diventerà come la cioccolata, che fa solo ingrassare e genera la carie, ma non uccide... anzi la sua abbondanza rende felici.
- Ma la sua reperibilità? - chiese uno dei presenti.
Kenny sorrise.
- Infinita, signori! Infinita!
Un mormorio sommesso di stupore riempì la sala, poi uno degli uomini si avvicinò a Kenny e gli porse la mano.
- Io, Emilio Sanchez, sarò lieto di fare affari con lei amigo, se anche solo un terzo di tutto quello che ha detto si rivelerà vero!
Kenny sorrise, mentre altri uomini si avvicinavano a lui, porgendogli la mano.
- Calmi, calmi, signori! - disse alzando le mani e allontanandosi - Proprio perchè non voglio che pensiate che voglia prendermi gioco di voi, vi regalerò una partita di cento fiale a testa, giusto per provarla. Da una fiala si possono ricavare fino a dieci dosi, quindi il materiale è sufficiente per un piccolo test. Ci rivedremo qui tra una settimana esatta!
Le reazioni dei presenti riempirono di soddisfazione Kenny McRoland. Presto la nuova droga sarebbe entrata in circolo nel sangue degli Stati Uniti d'America e del mondo, e lui avrebbe scalato la piramide del potere della malavita. Ma doveva vendicarsi, doveva togliere di mezzo chi aveva osato sfidarlo, ovvero l'organizzazione chiamata "Il Regno" e il Punitore.

"Ci è appena giunta la notizia che un uomo, tale Lester Dalgado, è stato ucciso mentre stava facendo il pieno alla sua macchina ad un distributore automatico di carburante, a Brooklyn. Secondo la polizia l'uomo era un agente di commercio, incensurato, con una moglie e due figli, uno di 6 ed uno di 3 anni. Altre indiscrezioni giunte da ambienti vicini alla polizia indicano come arma
un fucile da cecchino, arma molto inusuale. Altri dettagli nella prossima edizione di questo tg."

Note: Inizia con questo episodio un nuovo ciclo del Punitore, e inizia con una saga, chiamata KILLER INSTINCT, che sarebbe dapprima dovuto essere un crossover tra gli eroi urbani di MarvelIT, e che infine è diventata, per via dei miei ritardi, una mini saga presente solo su Punisher. Nel frattempo, come avrete notato leggendo la storia, altre nubi si addensano sulla testa di Frank Castle, e nei prossimi mesi vedremo se finalmente riuscirà ad abbandonare la sua carriera di vigilante assassino.